L’arte dell’edilizia a Firenze

L’edilizia nella Firenze medioevale era una delle Arti minori delle corporazioni: edilizia e carpenteria coinvolgevano una miriade di artigiani, muratori, legnai tutti impegnati in costruzioni nell’intero territorio.

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La corporazione era quella dell’Arte dei mestieri di pietra e legnai: si capisce il perché: la maggior parte delle abitazioni che non fossero pubbliche, o chiese o palazzi di personaggi importanti erano costruiti in legno, senza considerare l’importanza fondamentale di questo materiale per le impalcature e le capriate, specie di edifici ecclesiastici. Il lavoro non mancava in quel periodo di grande alacrità costruttiva e i compiti erano ben distinti: il capomastro era colui che dirigeva i lavori, ma non solo da un punto di vista puramente cantieristico: era, grazie agli anni di esperienza, in grado di ideare macchine utili all’uso, di vedere in prospettiva quale sarebbe stata la visione dell’opera finita, organizzava il lavoro, si occupava della progettazione anche strutturale dell’opera, insomma un ingegnere nel senso più pieno della parola.

Accanto a lui il maestro carpentiere e il maestro per i tetti, che pur essendo un gradino più in basso nella scala gerarchica avevano la loro importanza nella costruzione degli edifici. Non bastava però essere bravi muratori o legnai per entrare a far parte della corporazione: erano indispensabili buoni profili morali e una serie di regole e principi da osservare per essere ammessi. Insomma una specie di specializzazione ante litteram del mestiere edile. Firenze ebbe come risultato di questo sistema una immensa opera edile che portò alla creazione di palazzi e chiese che ancora oggi resistono belle e perfette. Il Rinascimento portò nel capoluogo toscano, una fioritura immensa di architettura e arte, che si rifletteva anche nella operosità dei maestri costruttori, i migliori dei quali facevano a gara per poter lavorare in città. I secoli sono trascorsi e Firenze, pur non rinunciando alla sua bellezza, ha dovuto fare i conti con una concezione diversa delle costruzioni. Fortunatamente, neppure nel periodo del boom economico la città si è lasciata travolgere dall’ansia edificatrice e le imprese edili hanno sì usufruito del benessere, ma senza distruggere urbanisticamente la città.

la costruzione a firenze

Oggi le crisi economica si fa sentire anche qui, ma non moltissime le imprese che hanno chiuso i battenti: certo non sono più moltissime le opere costruttive grandi, come le case popolari degli anni ’50 e ’60 , ma manutenzione piccola edificazione (a parte le opere pubbliche, ovviamente), riescono a mantenere in vita il settore insieme a quello degli artigiani: elettricisti, vetrai, falegnami,.idraulici. Anche l’indotto ha resistito: rivendite di materiali edili e lavorazioni legate all’edilizia, seppur in recessione sono riuscite a venire fuori dal brutto periodo appena trascorso. Della crisi edile non hanno invece risentito in maniera eccessiva le agenzie immobiliari, che si trovano comunque a gestire un patrimonio immobiliare notevole su cui gestire affitti e vendite. E questo ovviamente ha influito positivamente su attività direttamente legate al mercato della casa come imprese di pulizia di traslochi, che hanno mantenuto il loro lavoro, se non inalterato, almeno in piedi: e in questo periodo è una vera fortuna.

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